Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali

February 6, 2018

Il 6 febbraio ricorre la XVI Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili (MFG), istituita dalle Nazioni Unite con l’obbiettivo di porre fine a questa pratica entro il 2030 e di intensificare la lotta contro questa violazione così fortemente discriminatoria nei confronti di donne e bambine, come ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nella sua Dichiarazione ufficiale del 6 febbraio 2017.

La mutilazione genitale viola i diritti di salute, sicurezza e integrazione fisica. Consiste nella rimozione dei genitali femminili perché considerati anti-igienici, per ridurre la libido sessuale delle donne, nonché per preservarne la verginità prematrimoniale e la fedeltà. In molte culture viene considerata una pratica necessaria per il passaggio all’età adulta, infatti la si effettua all’interno dei locali scolastici.

L'intervento è umiliante e doloroso; in molti casi, ricorda l'Unicef, può avere gravi conseguenze sulla salute delle persone che lo subiscono come forti emorragie, traumi e infezioni; nel tempo, possono provocare calcolu, ascessi, oltre a maggiore vulnerabilità all'infezione da HIV/AIDS, epatite e un maggiore rischio di mortalità materna.

Secondo stime recenti dell’UNICEF (2017) circa 200.000 donne sono state sottoposte a questa pratica, la maggior parte delle quali risiede in Egitto, Etiopia e Indonesia. Le mutilazioni genitali sono comuni anche negli Stati Arabi e in America Latina.

La fascia d’età maggiormente colpita è quella al di sotto dei 14 anni, che arriva a toccare la cifra di 44 milioni.

Grazie al programma istituito dall’UNICEF e dall’UNFPA oltre 1,6 milioni di donne hanno ricevuto aiuto e oltre 18.300 comunità hanno ripudiato la pratica.

In Italia, in occasione della giornata, Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) che si occupa della costruzione di progetti mirati ai bisogni specifici di donne e ragazze collaborando con organizzazioni nei diversi Paesi, lancerà sul sul suo canale Youtube il video One Voice, realizzato da giovani attivisti e attiviste provenienti da Africa ed Europa per porre fine alle MGF.

 

(ph: da amando.it)

 

In Italia, le mutilazioni genitali femminili sono espressamente vietate e punite con la reclusione dai 4 ai dodici anni, si sensi degli gli articoli 583bis e 583ter della Legge 7/2006, recante "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile".

È perseguibile chiunque pratichi la clitoridectomia, l’escissione e l’infibulazione e qualsiasi altra pratica atta a “menomare le funzioni sessuali” o a provocare “lesioni agli organi genitali femminili” non dovuto a ragioni prettamente cliniche.

Sempre su disposizione della norma, che prevede anche misure di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, per prevenire e contrastare tale pratica ingiusta, la Polizia di Stato e il dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio hanno istituito il numero verde gratuito 800.300.558, che “accoglie segnalazioni e notizie di reato avvenute sul territorio italiano dando informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato a cui rivolgersi”.

Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 20.00.

 

Per maggiori informazioni:

Please reload

 Latest news (EN + IT) 
Please reload

Archive (EN + IT)
Please reload

Search tags