Presentato il Secondo Rapporto della Commissione Europea sui progressi fatti nella lotta contro il traffico di esseri umani

December 17, 2018

 

E' stata presentata a Bruxelles la settimana scorsa presso la Commissione Europea la seconda relazione sui progressi compiuti nella lotta alla tratta di esseri umani, un rapporto che fa il punto della situazione delle misure prese a partire dal 2015, evidenziando i principali andamenti nella tratta di esseri umani e delineando le rimanenti sfide che l’UE e gli Stati Membri devono affrontare come questione prioritaria.

Dalla relazione emerge che nel periodo 2015-2016 ben 20.532 persone fra uomini, donne e bambini sono state registrate come vittime della tratta nell'Unione Europea.

 

 Il traffico per lo sfruttamento sessuale resta la forma più diffusa (56%), seguito dal traffico per lo sfruttamento lavorativo (26%).

 

Il livello di azioni penali e di condanne è basso, con 5,979 azioni penali e 2,927 condanne riportate, e solo 18 condanne per aver usato consapevolmente i servizi forniti dalle vittime. Il Rapporto evidenzia inoltro un aumento della tratta di esseri umani all’interno degli Stati Membri e un target di vittime giovani e con disabilità. Cresce l'utilizzo di internet, dei social media e dei programmi di messaggistica per reclutare le vittime, così come il fenomeno della presenza sempre più massiccia di vittime di tratta nel contesto della migrazione.

 

“I risultati di questo secondo rapporto sono incoraggianti, ma allo stesso tempo preoccupanti. Sono stati raggiunti molti risultati, ma il nostro fine ultimo è sradicare questo crimine, lo dobbiamo alle vittime. A livello di UE abbiamo una ricca cassetta degli attrezzi pronta per assicurare e rendere effettivo che nessuna vittima resti invisibile.” ha dichiarato il Coordinatore Antitratta della UE, Myria Vassiliadou

 

Nonostante ci siano stati miglioramenti certi, particolarmente in relazione alla cooperazione transnazionale (dimostrata dagli sforzi congiunti di Europol e Eurojust), il fenomeno continua ad evolversi. Di conseguenza, la Commissione delinea per gli Stati Membri una serie di aree prioritarie su cui concentrarsi per combattere la tratta di esseri umani:

 

  • Miglioramento della raccolta dati: gli Stati Membri devono migliorare la raccolta e la registrazione dei dati, in particolare in merito al genere, l’età, la forma di sfruttamento, la cittadinanza delle vittime e degli sfruttatori, nonché l’assistenza e la protezione;

  • Contrastare la cultura dell’impunità: le normative dell’UE consentono di penalizzare coloro che usano consapevolmente i servizi offerti dalle vittime, e la Commissione incoraggia gli Stati Membri ad applicare questi provvedimenti all’interno delle loro legislazioni nazionali;

  • Promuovere una risposta coordinata: gli Stati Membri devono continuare a rafforzare l’applicazione della legge transnazionale e la cooperazione giudiziaria, ed allo stesso tempo promuovere la cooperazione anche con gli Stati che non fanno parte dell’UE;

  • Assicurare l’accesso delle vittime alla giustizia: gli Stati Membri sono incoraggiati a rendere effettiva la legislazione nazionale garantendo strumenti per una prima identificazione delle vittime, fornendo accesso alla compensazione, e promuovendo una formazione appropriata e lo sviluppo di capacità di professionisti competenti.

 

Il Report (in inglese) può essere scaricato cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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